«Così, a cavallo del nostro secchio, ci affacceremo al nuovo millennio, senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi.» (Italo Calvino, “Lezioni americane”)
Su Eluana non mi esprimo, e solo penso ci sia da essere vicini al padre.
Ma su quell’innominabile che sta al governo e che se ne frega di tutto, Presidente della Repubblica e Costituzione compresi, sì.
Ormai da tempo s’è varcata la soglia di tollerabilità.
E questa è l’ennesima, indecente, conferma.
Sul Corriere della Sera.it:
Su La Repubblica.it:
Siamo tornati alla più bieca Restaurazione, ivi compresa l’imprescindibile alleanza tra trono e altare!
Ho abbandonato questo mio bloggetto per più di un mese.
Succede.
Chiedo scusa a chi ha inviato commenti, i quali sono rimasti in attesa di moderazione fino a poco fa.
Eh sì, qualcuno viene proprio bene … e poi se ne va.
«Un altro che mi è sembrato sereno, e bello da perdere la testa, è Paul Newman [...] ha occhi come il mare, ed è un mare nel quale ti viene veramente voglia di tuffarti. »
(Claudia Cardinale)
Domenica 21 settembre, il TG1 delle 20 (VIDEO) ha intervistato in studio, senza alcun contraddittorio, due lavoratrici Alitalia favorevoli all’ipotesi Cai sostenuta dal governo, presentandole come se tutti i lavoratori fossero in dissenso con i sindacati. Questa non è infomazione seria, corretta e imparziale. È propaganda politica.
Oggi sono tornata a Bologna. Mancavo dall’inizio di luglio.
Di ritorno dalle vacanze estive sono andata a Firenze dalla mia famiglia.
Per carità, pure Firenze è bella, e ci sono le persone a me più care.
Ma Bologna… Bologna e i suoi portici, Bologna e piazza Maggiore, Bologna e i Giardini Margherita, Bologna e alcune sue biblioteche, Bologna e le serate all’osteria con gli amici, Bologna e la casina mia, tutta mia, Bologna e …
Sono felice di essere tornata a Bologna, se non s’era capito.
Ho visto, ovviamente sul computer, la puntata di Blu Notte del 14/09/2008, intitolata “La mafia in politica”. Finalmente qualcuno in TV ha il coraggio, o riesce a ritagliarsi lo spazio, per dire le cose come stanno. Bravo Lucarelli!
Naturalmente subito dopo non è mancata la reazione di qualcuno alla puntata (vedi Corriere della sera, QUI). Intanto però sono state messe in chiaro alcune cose, anche la tanto osannata “assoluzione” del divo Giulio.
È già qualcosa.
E tuttavia si è ben lungi dal poter anche lontanamente sperare che in TV possano passare anche informazioni come queste:
Queste neanche sulla stampa sono passate.
Non rimane che passar parola.
Eppure, anche in questa azione di divulgazione alternativa, ho l’amara, amarissima impressione che si stia conducendo una battaglia di retroguardia in ritardo sui tempi, mentre sopravanza sempre più l’arroganza e lo strapotere di alcuni, proporzionalmente al rintriciullimento generale.
Amara impressione di clamorosa sconfitta.
______________
PS: Son tornata, già da alcuni giorni. Benritrovati a tutti, e un grazie a quelli che hanno continuato e continuano a passare di qui; uno particolare, come al solito, a chi ha lasciato un messaggio anche mentre ero via e ancor di più a quelli, fra i pochissimi che hanno la mia password, che hanno scritto dei post.
Sono Robi, appena tornato dalle vacanze, mentre la Juliette è ancora via col suo amato Visconte.
Ho dato uno sguardo ai quotidiani.
Non so quando è stato coniato questo detto: “Piove. Governo ladro!”.
So però di certo che non è più valido.
Adesso ci dicono che piove, invece ci stanno pisciando addosso.
Mi è bastato vedere tre (dico tre!) notizie per averne la certezza (e per provare il forte desiderio di non leggere neanche più i giornali):
Alitalia: una commedia italiana (questo intervento almeno è dell’esimio Travaglio, tra i pochi che non si è lasciato asservire)
Non c’è dubbio. Chi ha voluto questa situazione, la maggioranza degli italiani, ama il pissing.
Se si limitassero a esercitarlo nelle loro case private tra consenzienti, non avrei nulla da ridire su tale pratica.
Ma che mi piscino addosso, a me che non sono consenziente, soprattutto quando il piscio è di certuni, con l’aggravante che loro ci godono pure… beh! questo proprio non mi va giù!
Dovremo organizzare il tiro (addosso ai loro musi) di una valanga di merda (vera e molto puzzolente) per pareggiare i conti.
Non è ora di essere stitici, amici!
Peraltro non sarebbe nulla di nuovo: i bolognesi l’hanno già sperimentato nel 1300.
A Bologna, il 2 agosto 1980 alle ore 10.25, esplode un ordigno collocato nella sala d’aspetto della Stazione Centrale di Bologna, che uccide ottantacinque persone e ne ferisce oltre duecento. Un massacro che ha sconvolto non solo il capoluogo emiliano, ma l’Italia intera.
Un massacro che non si può dimenticare. Men che meno può dimenticarlo la mia famiglia. Il mio babbo infatti – allora ventenne e studente universitario come me nella bella Bologna – avrebbe dovuto essere in questa stazione ad attendere un suo amico che arrivava da Milano, di ritorno da un lungo viaggio in Sud America. Avrebbe dovuto, non fosse che il giorno prima aveva deciso di andare a prenderlo direttamente all’aeroporto di Malpensa in auto.
Sono Dani.
Conosco molto bene la Julie e sono certa che, se anziché essere in vacanza fosse a casa a gingischiare come fa spesso col computer, pubblicherebbe questo post o uno simile, riportando quanto segue da MicroMega:
.
Misteri d’Italia La morte di Pasolini:
MicroMega aveva ragione
La minuziosa ricostruzione di Gianni Borgna e Carlo Lucarelli di tre anni fa confermata dalle nuove rivelazioni di Pino Pelosi: “Pasolini morto per un complotto”.
APPELLO Riaprire il processo Pasolini
Sono la Chicca. Come è accaduto altre volte, scrivo sul blog della Giulia mentre lei se ne sta all’estero, in vacanza.
Io e molti amici siamo stati alla manifestazione di piazza Navona dell’8 luglio contro le “leggi-canaglia” e in difesa della Costituzione. La Julie non c’era fisicamente perchè era già partita, ma era con noi idealmente condividendo pienamente il bisogno di essere contro quanto sta incostituzionalmente accadendo.
Di tale manifestazione, naturalmente, l’informazione ne ha dato una immagine sfigurata oppure l’ha snobbata. Al Tappone l’ha definita “monnezza”.
Invece è stato un successo.
“Per la prima volta si sono fuse in una cinque piazze che finora si erano soltanto sfiorate: quella di Di Pietro, quella di molti elettori del Pd, quella della sinistra cosiddetta radicale, quella dei girotondi e quella dei grillini, non sempre sovrapponibili. E un minimo di rigetto era da mettere in conto. Ma è stata una bella piazza plurale, sia sotto che sopra il palco: idee, linguaggi, culture, sensibilità, mestieri diversi, uniti da un solo obiettivo. Cacciare il Caimano.” (M. Travaglio, Piazza Navona e le cose che non si possono dire)
A partire dalla manifestazione di Navona e ricordando il famoso romanzo La fattoria degli animali di George Orwell, il caro Travaglio ha coniato un altro slogan molto efficace riguardo la nostra attuale situazione: “I Maiali sono più uguali degli altri”. Come non condividerlo?!
Il suo intervento di ieri a “Passaparola” prende in considerazione i possibili sviluppi della parola chiave di questi tempi: immunità. Vale, come sempre, la pena di ascoltarlo o leggerlo.
Lo riporto:
Il testo dell’intervento:
Buongiorno a tutti. Questa è stata un’altra grande settimana per l’informazione italiana. Sono riusciti a raccontare che in Piazza Navona c’era poca gente, mentre Piazza Navona era piena l’8 luglio. Continua a leggere ‘“I Maiali sono più uguali degli altri”’
Il 9 luglio 1978 Sandro Pertini, eletto Presidente della Repubblica il giorno precedente, prestava giuramento davanti al Parlamento a norma dell’art. 21 della Costituzione: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare lealmente la Costituzione”, e rivolse il suo messaggio al Parlamento.
Anche per chi, come me, è nato dopo la sua Presidenza della Repubblica, Sandro Pertini rappresenta una persona il cui ricordo storico continua a restare vivo.
Un uomo grande, un uomo libero, a cui rendere omaggio.
«Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Se il prezzo fosse la libertà, io questa riforma la respingerei. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. [...] Questa non è la libertà che intendo io.» (Video intervista a Sandro Pertini)
Finiti tutti gli esami, fra poche ore parto.
Vado con Ale da Marco a Sydney. Non vedo l’ora di ritrovarlo. Restiamo lì poco più di due settimane, poi ci trasferiremo tutti e tre direttamente ai Caraibi, dove ci aspetteranno il babbo, la sorellina Cecilia con una sua amichetta e la tata, Robi il mio caro fratellone nonché moroso della Ale, il caro amico Vanni. Da NYC arriveranno anche Marcello e Palmiro, amici e colleghi di papà, il secondo dei quali giungerà forse con una sua nuova fiamma, Jennifer.
Dapprima alloggeremo in un resort concepito per fare una vacanza full immersion nella vela, il Bitter End Yacht Club, sull’isola di Virgin Gorda. Un’idea del babbo, esperto ed appassionato di vela, così ci porterà in giro per l’arcipelago delle Virgin Islands sia britanniche che americane.
Poi ci divideremo. Marco ed io pensiamo di fare una tappa in Costarica dove ci sono degli amici che gestiscono un villaggio turistico sul Pacifico.
Non è escluso che prima di rientrare non si faccia un salto anche a NYC, con lo scopo mio personale di dissipare i fantasmi della mia ultima e drammatica permanenza nella grande mela.
Insomma, prima di settembre – e non so neanch’io esattamente quando – non tornerò.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Questo blog è una pagina Web personale e senza fini di lucro. Non c’è stato modo di appurare se alcune immagini in esso contenute siano di pubblico dominio o meno. Se troverete su questo blog un'immagine o un contenuto che non è di pubblico dominio e/o che non dovrebbe essere presente, per favore contattatemi a questo indirizzo e l'immagine/contenuto in questione verrà immediatamente rimossa/o.