La legge è uguale per tutti o i politici sono più uguali degli altri?
Sintesi della settimana politica:
«Cuffaro resta, Mastella è atteso dal governo come il figliol prodigo dal padre buono che prepara il vitello grasso, la first lady ceppalonica dirige il consiglio regionale dagli arresti domiciliari, mentre l’unico che se ne deve andare è De Magistris.» (da Voglio Scendere, articolo di Marco Travaglio)





























Dallo stesso articolo di Travaglio:
Vergognoso! Vergognoso! Vergognoso!

E ancora vergognoso!
Di questo passo, dove arriveremo?
E dove vuoi che s’arrivi, Ale?
A Pechino! Laddove si celebrerà l’imponente liturgia dei Giochi Olimpici con assenso quasi unanime, perché si sa che la Cina può essere un’opportunità, gli affari una priorità, i diritti umani e le esecuzioni capitali un’inutile seccatura. Si prega di non disturbare, please.
S’è invertito tutto.

I magistrati che dovrebbero indagare son diventati oggi gli indagati, se non addirittura i delinquenti.
Quel poveretto di Mariano Maffei (il pm che ha ordinato gli arresti dei Ceppalones) dopo 40 anni di servizio ineccepibile e a un mese dalla pensione si è ritrovato attaccato e offeso in modo intollerabile secondo il copione Craxi-Berlusconi-Mastella.
Vorrebero presentarcelo come colui che ordisce complotti contro i Mastella e lo hanno deriso per la sua incapacità di gestire una conferenza stampa (mi riferisco al video su YouTube - questo - per il quale si è pure preso l’appellativo di Magistrato-macchietta dal solito Mastella).
Pover’uomo, non avvezzo alle telecamere e alla disinvoltura degli uomini di mondo, legge un comunicato e poi chiacchiera informalmente coi cronisti senz’accorgersi che stanno riprendendo tutto: ecco vorrebbero farci credere che questa ingenuità è il tipico comportamento degli orditori di “trappole a orologeria” contro poveri ministri della Giustizia.