Buon primo giorno di primavera

Come da titolo.

sandro_botticelli_038.jpg

Certo, non c’è neanche lontanamente possibilità di paragone con l’originale …
Venite a vederlo alla Galleria degli Uffizi.

fiore.gif ciau.gif

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~ di julie su marzo 21, 2007.

4 Risposte to “Buon primo giorno di primavera”

  1. ma grazieee …
    anche a te buona primavera!
    😀

    però julie mi hai fregato il post
    volevo farne uno così anch’io
    beh … vedrò! magari lo faccio lo stesso … forse
    😛

  2. “How I wish, how I wish you were here.
    We’re just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year, Running over
    the same old ground.
    What have we found? The same old fears.
    Wish you were here”

    i wish you were here … to listen this song with me while we make love …
    :*

    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  3. Alla primavera

    Perché i celesti danni
    Ristori il sole, e perché l’aure inferme
    Zefiro avvivi, onde fugata e sparta
    Delle nubi la grave ombra s’avvalla;
    Credano il petto inerme
    Gli augelli al vento, e la diurna luce
    Novo d’amor desio, nova speranza
    Ne’ penetrati boschi e fra le sciolte
    Pruine induca alle commosse belve;
    Forse alle stanche e nel dolor sepolte
    Umane menti riede
    La bella età, cui la sciagura e l’atra
    Face del ver consunse
    Innanzi tempo? Ottenebrati e spenti
    Di febo i raggi al misero non sono
    In sempiterno? Ed anco,
    Primavera odorata, inspiri e tenti
    Questo gelido cor, questo ch’amara
    Nel fior degli anni suoi vecchiezza impara?

    Vivi tu, vivi, o santa
    Natura? vivi e il dissueto orecchio
    Della materna voce il suono accoglie?
    Già di candide ninfe i rivi albergo,
    Placido albergo e specchio
    Furo i liquidi fonti. Arcane danze
    D’immortal piede i ruinosi gioghi
    Scossero e l’ardue selve (oggi romito
    Nido de’ venti): e il pastorel ch’all’ombre
    Meridiane incerte ed al fiorito
    Margo adducea de’ fiumi
    Le sitibonde agnelle, arguto carme
    Sonar d’agresti Pani
    Udì lungo le ripe; e tremar l’onda
    Vide, e stupì, che non palese al guardo
    La faretrata Diva
    Scendea ne’ caldi flutti, e dall’immonda
    Polve tergea della sanguigna caccia
    Il niveo lato e le verginee braccia.

    Vissero i fiori e l’erbe,
    Vissero i boschi un dì. Conscie le molli
    Aure, le nubi e la titania lampa
    Fur dell’umana gente, allor che ignuda
    Te per le piagge e i colli,
    Ciprigna luce, alla deserta notte
    Con gli occhi intenti il viator seguendo,
    Te compagna alla via, te de’ mortali
    Pensosa immaginò. Che se gl’impuri
    Cittadini consorzi e le fatali
    Ire fuggendo e l’onte,
    Gl’ispidi tronchi al petto altri nell’ime
    Selve remoto accolse,
    Viva fiamma agitar l’esangui vene,
    Spirar le foglie, e palpitar segreta
    Nel doloroso amplesso.

    Di Giacomo Leopardi

    :mrgreen:

  4. Anch’io amo molto Botticelli.
    Ogni tanto vado agli Uffizi e mi ci siedo davanti per ammirarli, non solo la “Primavera” o la “Nascita di Venere”, ma anche “Allegoria della Calunnia”, “Pallade e il Centauro” e “Sant’Agostino nello studio”.
    Straordinari!
    Ciao julie, un abbraccio

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