50 anni “On the road”

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare»

On the road di Jack Kerouac è un libro che mi ha segnata.

Da Wikipedia:

On the road

Il libro fu scritto in tre settimane nella casa di famiglia a Ozone Park, porzione del sobborgo newyorchese del Queens, a completamento di una serie di bozze nel tempo raccolte dall’autore. Fu dattiloscritto su un rotolo di carta per telex lungo 36 metri, che nel 2001 fu aggiudicato in asta per un prezzo superiore ai due milioni di dollari, ed era caratteristicamente privo di andate a capo.

Rifiutato da diverse case editrici, fu letto da Malcolm Cowley, ancora sotto attenzione maccartista, che ottenute dall’autore diverse revisioni, un’attenuazione di alcuni passaggi e la sostituzione dei nomi reali con nomi di fantasia, ne caldeggiò infine la pubblicazione presso la Viking Press.

Il libro, che avrebbe ottenuto un immediato successo, narra in soggettiva un immaginario viaggio di uno scrittore, ed è in realtà un racconto di sette anni di viaggi realmente effettuati da Kerouac in compagnia di altri amici.
Nel racconto Kerouac è Sal Paradise ed il suo coprotagonista Dean Moriarty raffigura l’amico Neal Cassady. Sal e Dean incrociano nel loro vagare numerosi altri personaggi reali, da Allen Ginsberg (Carlo Marx) a William S. Burroughs (Old Bull Lee), dalla madre dell’autore, indicata come una zia, a Herbert Huncke, che diventa Elmer Hassel.

Nel romanzo si sente l’influsso della tradizione letteraria americana da Thoreau a Whitman, da Wolfe a Henry Miller.

Kerouac adatta il linguaggio allo stile di vita dei suoi personaggi utilizzando nei discorsi diretti il loro gergo.

Post programmato perché esca il 15 giugno ’07, giorno in cui si apre la mostra (QUI) in occasione della prima pubblicazione dell’opera al Boot Cotton Mills Museum di Lowell, nel Massachusetts, dove nacque Jack.

PS: Io mi son presa tre giorni per andare all’Heineken jammin’ festival con un po’ di amici fino a sabato compreso.
Domenica torna il mio babbo: festa grande. Non vedo l’ora e sono immensamente felice di questo.
Lunedì e Martedì, ripasso per la prima prova, magari c’ho culo e mi becco proprio un argomento di letteratura o di storia che conosco.
Mercoledì si parte con gli scritti.

Non si può dire che abbia le giornate vuote!

ciau.gif

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~ di julie su giugno 15, 2007.

9 Risposte to “50 anni “On the road””

  1. PRIMO: non ho letto on the road, anche se mi ero ripromesso di farlo
    SECONDO: come come? Tu sei andata al jammin’ e io no? gr grrrrr grrr 😦
    TERZO: mi fa piacere che torni il tuo babbo.
    QUARTO: in bocca al lupo.

  2. Il lupo creperà senz’altro!
    Mentre tu, julie, te ne stai bellamente in quel di Mestre sono usciti i nostri voti stamattina.
    Hai la media dell’8,7 e il massimo del credito ovviamente. Ma immagino che tu lo sappia già perchè ho visto la tua nonna, tutta di rosa vestita, davanti ai tabelloni (ebbene sì, da noi li hanno esposti alla fine!).
    Sei una candidata al cento!
    Hai fatto bene a star da un’altra parte oggi, ti sei risparmiata i commenti e le cretinerie di quei noti burocrati nostri coetanei tutti intenti a far di conto e a lamentarsi laddove non gli sono stati riconosciuti dei millesimi di voto.
    Che bestiario davanti a quei tabelloni!
    A presto juliette
    PS: ah, io (solo al tuo confronto) 7,4, ma sono soddisfatta. 😉

  3. Confermo Marita.
    Cacchio, che soddisfazione ci hai dato stamattina juliette!
    La tua media di contro a quella di quei tre bigotti tutto casa-chiesa-studio-famiglia-leccakiuli … dovevi sentirli davanti ai tabelloni … “Sì, quella … che non si è neanche degnata di venire a vederli!”.
    Come ce la ridevamo la Marita ed io!
    :mrgreen:
    Ben gli sta!!!

    Spero ti stia divertendo, amour 😀

  4. Oibò, complimenti!
    Un po’ me l’aspettavo, ma non bisogna mai dare nulla per scontato.
    😀

    Ho letto “On the road”, mi è piaciuto ma non mi ha segnato come te.
    Non sapevo neppure che era stato dattiloscritto su un rotolo di carta lungo lungo … un flusso di coscienza materialmente prodotto, insomma!
    😉

    _______
    PS: la colonna a dx comincia quasi a sembrare un altro blog. Forse è il caso di sfoltire …

  5. Giulia, ho visto cosa è successo al jammin’.
    Ho provato a chiamarti. Non rispondi.
    Ho provato a chiamare su tutti i cellulari delle persone che so che sono lì a Mestre con te. Nessuno mi ha risposto.
    Sono qui che mi trattengo dal chiamare i tuoi nonni per sapere se hanno notizie. Non l’ho ancora fatto per la paura di preoccuparli.
    Insomma, Giulia, anch’io sono preoccupata. Spero non ti (vi) sia successo niente.
    Per favore, dammi un segnale appena vedi qualcuno dei miei messaggi .
    Per favore, mi è venuto un magone terribile leggendo quello che è successo lì.
    Cristo, come ti voglio bene Giulia. Non farmi brutti scherzi, e te lo dico con le lacrime, perchè ormai questa attesa mi sta distruggendo.
    A presto, a presto per favore

  6. Bene. Già contattati nonni e la chicca, Tranquilli. Siamo vivi.
    Adesso stiamo a casa di Elisa a Venezia.
    Franco s’è fatto male, ma nulla di grave. Se l’è cavata con un’escoriazione e una fasciatura. Se la smette di frignare, con un tranquillante o una bastonata in testa, lo portiamo a casa già stasera (forse, massimo domattina).
    Il jammin’ finisce qui.
    Grazie comunque chicca. Te l’ho già detto, ma lo ripeto: mi dispiace che ti sia preoccupata così tanto.
    Anch’io ti voglio bene.

  7. azz! Meno male che a voi è andata bene. :mrgreen:

  8. Insomma non noto un segno che ha generato in te un cambiamento…dopo la lettura di questo libro…certo questo post è abbastanza sonnecchioso ….

  9. Non saprei che risponderti, Bob. È passato più di un anno e mezzo dacchè lo scrissi, e si trattava oltretutto di un post programmato.
    Se tu hai voglia di dire qualcosa di tuo riguardo questo libro, fai pure. Sei il benvenuto.
    Ciao

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