Forza Pao, all’arrembaggio!

 

Così va sbraitando la mia sorellina, con tanto di benda nera su un occhio, da qualche giorno a questa parte. Alla sera, ovviamente, favole con pirati.

Il fatto è che giovedì il babbo, Robi, Cecilia ed io partiremo dall’Elba per trascorrere una settimana in barca insieme.
Robi aveva proposto una settimana in mare a papà quando ancora doveva tornare da New York, e poi a me. Il babbo ha accolto con piacere l’idea di portarsi in barca i suoi figli ed ha esteso al suo ritorno l’invito anche a Cecilia, cosa che Robi ed io condividiamo, anche se star dietro nei pochi metri quadrati di una barca a una marmocchia così vivace di 5 anni (lei direbbe “uffa, ormai ne ho 6!”, insomma … li compirà a novembre) sarà tutta un’avventura. Fattibilissimo comunque, visto che noi due più grandi siamo stati “snavigati” (scarrozzati non andava bene) per mare che eravamo ancor più piccoli, quando mamma si era messa in testa di non essere da meno di papà e di prendere la patente nautica pure lei.
Il fatto è che Cecilia è più indomabile di me e Robi. Già da alcuni giorni abbiamo dovuto superare dei problemini.
Uno in particolare: si era messa in testa di portare anche Pao, il cane del nonno.
Bisogna che dica qualcosa su Pao.

Pao è ultimamente un suo grande e caro compagno di giochi. Da lei si lascia fare ogni cosa.
Pao è un cane di sei anni, simpatico, comunicativo, in perfetta salute fisica.
Pao è capace di fare molte cose da cane ammaestrato, come sedersi sul culo se gli si dice “siediti Pao, da bravo”, di darti la zampa per salutarti, di chiederti le coccole con occhi tenerissimi e ai quali non si può resistere, di aprire le porte, persino di portarti qualcosa (giornale, ciabatte, telecomando, etc.) se glielo si indica con precisione con un dito o se è già stato abituato a collegare la parola con l’oggetto, e così via.
Pao però ha un difetto.
Ogni tanto gli prende un attacco di non si sa che cosa; in questi momenti obbedisce solo ed esclusivamente al nonno e, ultimamente, anche a Cecilia; per tutti gli altri si rende assolutamente intrattabile e imprevedibile.
Ne ha già combinate un tot. A titolo di esempio, qualcuna: si imbroncia senza ragione alcuna e si ritira in qualche angolo e se qualcuno si avvicina si mette a ringhiare oppure, al contrario, si dà alla corsa sfrenata e si allontana per chilometri; altre volte si è messo a scavare buche dappertutto, senza aver nessun osso da nascondere o bisognini da coprire, così, senza motivo, neanche fosse una talpa. Ma ha fatto anche di peggio. I nonni hanno sempre avuto come minimo un paio di cavalli. Se gli prende l’attacco, va nel recinto esterno (che per fortuna loro è piuttosto ampio e dove se ne stanno beatamente durante l’estate) e li fa correrre all’impazzata. Due anni fa, Pao, in uno di questi suoi giorni, è giunto persino ad aprire il cancello del recinto, a farli uscire e a costringerli a correre per i campi circostanti da lui inseguiti mentre abbaiava come un matto. Ovviamente da allora il recinto è chiuso con tanto di lucchetto anti-Pao, ma ciò non gli impedisce di entrare e di far schiamazzi al suo interno. Il nonno ha pure provveduto a portarlo in uno di quei luoghi dove cercano di comprendere il comportamento dei cani e li rieducano. Niente da fare. Continua a comportarsi benissimo per la stragrande maggioranza del tempo, salvo avere, in momenti imprecisati e non ad intervalli regolari, questi attacchi di stranezze.
E siccome il nonno, la cui presenza neutralizza all’istante le sue stramberie, non può esserci sempre, l’ha pure assicurato in tutti i modi possibili, non sia mai che combini qualcosa di poco piacevole ad altri.

Dunque … al di là del fatto che non è detto che un cane stia sempre bene in barca, portare Pao sarebbe stato un rischio troppo grande. Se mai Cecilia per qualsivoglia motivo si fosse stancata di badare a lui e al tenero cagnolino (che non è affatto di piccola stazza) fosse preso uno dei suoi attacchi, io mi sarei sentita più tranquilla se avessi portato con me Hugo, il mio cavallo, piuttosto che Pao. Questo è capace di rosicchiarsi la scotta della randa e di fare a pezzi il fiocco, come minimo! Impossibile, dunque. Il problema era convincere Cecilia.

In un primo momento avevamo pensato di mentirle e di dirle che è proibito in certi porti portare con sé un cane. Abbiamo subito scartato questa ipotesi, innanzitutto perché non ci sembrava corretto raccontarle una simile frottola e anche perché lei sarebbe stata capace di costringerci ad andare a chiederlo in sua presenza, per dimostrarglielo, in qualche capitaneria di porto.
Abbiamo optato per la persuasione morbida cercando di convincerla che non era bene per Pao. Lei ha resistito e mosso obiezioni, ma ieri sera finalmente si è arresa quando la nonna le ha detto che aveva intenzione di portarlo a conoscere una bella cagnolina per farlo diventare papà di tanti piccoli Pai. Si è intenerita, non ha mosso obiezioni, ha solo detto: “Poi però mi ci fate giocare con i cuccioli e li portiamo qui”.

È fatta: possiamo partire.

Continua a dire all’arrembaggio e a coinvolgere Pao nell’attacco delle sue immaginarie navi nemiche nel giardino di casa, ma ha rinunciato a portarlo con noi.

Pffffhhhhhhhhhhhh (lungo sospiro di sollievo) … meno male!
___________

Per il resto tutto bene.
Ari ha finalmente chiuso anche lui con lo studio matto e disperato.
Robi si è tolto di torno l’esame di Anatomia Patologica (29, bravo fratellone!).
Marcello è stato qui fino a poco fa e mi piace sempre di più.
Il babbo, da quando è tornato, sorride di più rispetto a quando era partito, ma l’ho visto rattristato per l’attacco terroristico a Marib, luogo che conosce bene perchè ha lavorato abbastanza a lungo nello Yemen.
Il mio Tato sta studiando con impegno per l’ultimo esame della sessione estiva che farà il 6 luglio.
Domattina vado a Bologna per assistere all’orale di Daniela e a rompere le scatole, per un salutino, al mio amore.
Basta, mi sembra.

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~ di julie su luglio 3, 2007.

8 Risposte to “Forza Pao, all’arrembaggio!”

  1. Tu non disturbi mai, amore mio.

    Dormi bene piccolina, e salutami la Ceci e Pao … 😉

    :************

    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  2. Questa volta è stata un po’ dura con la Ceci, ma finalmente si parte.

    Grazie per il “bravo fratellone”. Sono così contento di essermelo tolto!
    😀

  3. In effetti, portare Pao sarebbe stato un suicidio.
    Ma avete portato la barca che c’era sul Garda all’Elba?

    Buon viaggio!

  4. No jan, quella è ancora sul Garda ed è più piccola.
    Andiamo via con la barca di un amico del babbo ormeggiata all’Elba. E’ una Najad 361, QUESTA per intenderci.
    😉

  5. apperò!

    Buon viaggio!

  6. Io adoro la Ceci!
    😀

    Ma non mi avevi detto che volevi andare in vacanza col visconte quest’estate?

  7. @ Falstaff
    Infatti! Questa è solo una rimpatriata famigliare. Col Marco vado via a fine luglio e in agosto.
    :mrgreen:

  8. […] voleva chiamarlo Pao, come il cane del nonno e papà del nostro. Abbiamo obiettato che non era possibile perché se […]

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