Tra Hiroshima (6/8/45) e Nagasaki (9/8/45) …

… (oggi infatti è il 7 agosto) ci può stare anche un’altra tragedia: quella dell’attentato al World Trade Center di New York.

Non è un accostamento eccessivo quello a una guerra mondiale, visto che alcuni hanno visto nell’11 settembre 2001 la realizzazione di quanto prospettato dagli ideologi della guerra permanente, i neocon, che prospettavano una accelerazione positiva ai loro progetti per un nuovo secolo americano in concomitanza di un “evento catastrofico e catalizzatore – come una nuova Pearl Harbor”. Così alcuni hanno fatto una semplice equazione: Pearl Harbor like 11 settembre 2001.

A parte questa confusa introduzione, fin da quando ho aperto il primo blog avevo intenzione di scrivere un post sull’11 settembre, ma non l’avevo ancora fatto, forse perché presa da altre cose quotidiane, forse perché un po’ me ne sono dimenticata, o perché a forza di rimandare a domani passano gli anni … perché vattelapesca o non so neppure io perché …

Insomma, arrivo ora, per la verità non ho più dimenticato che volevo farlo dal 29 giugno di quest’anno, da quando cioè hanno disinnescato due bombe a Londra, sventando due attentati attribuiti alla “mano di Al Qaeda”. Nei giorni a seguire, altri titoli che non sto ad elencare.
E poi oggi, in ritardo, ho letto delle recensioni su due lavori di Noam Chomksy (11 settembre – le ragioni di chi e Dopo l’11 settembre – potere e terrore).

In me è risorto pressante un interrogativo che si era da tempo posto Jason Burke: ma esiste veramente un’organizzazione chiamata al Qaeda?
E ancora: quante azioni dopo l’11 settembre sono state attribuite al gruppo di Osama bin Laden?

Dopo l’11 settembre, già, di nuovo, la data che funge da spartiacque.

Io ricordo benissimo quel martedì 11 settembre 2001.

Era il mio secondo giorno di scuola, frequentavo la terza media. Anche allora abitavamo a Firenze. Mamma è venuta a prendermi a scuola e siamo state a pranzo da una sua amica. Poi, nel pomeriggio, siamo andate a far compere e abbiamo fatto una pausa in un bar del centro per prendere un gelato. Erano le 17:00 circa. Mamma sente la cameriera parlare con un altro cliente di quanto è successo a New York. Chiede informazioni, le dicono che sono crollate le Torri Gemelle sembra per un attentato. Mamma non riesce a crederci, le chiede di nuovo qualcosa. Poi mi dice “Andiamo a casa”.
A casa mio fratello Roberto era incollato alla TV, allora frequentava la 1^ liceo classico, mentre Cecilia, la mia sorellina, non era ancora nata, stava nella pancia della mamma da circa sette mesi.
Al ritorno mamma ha lasciato tutte le borse vicino alla porta d’ingresso dove sono rimaste fino al giorno dopo. È andata in salotto da Robi il quale vedendola le ha detto che lo aveva saputo da poco da una telefonata di papà.
Il babbo lavorava per il CNR di Firenze all’epoca e in quei giorni non era all’estero come accadeva da un po’ di tempo.
È arrivato a casa anche lui dopo poco.
Tutti davanti alla TV, cambiando spesso canale alla ricerca di notizie, per lo più soffermandosi sulla CNN.
Io vivevo una sorta di angoscia riflessa, quella dei miei. Le notizie non sembravano ancora chiare e non so bene a che ora abbia cominciato ad essere fatto il nome di Osama bin Laden. Il babbo scuoteva la testa sconcertato ed era preoccupato per un suo collega e amico che stava a New York. Ogni tanto provava a chiamarlo per telefono. È riuscito a mettersi in comunicazione con lui solo dopo cena.
La cena, poi … che cena! Una cosa veloce, preparata in fretta e consumata in salotto.
Ricordo di quelle cronache e di quelle immagini, oltre
ovviamente ai crolli degli edifici più volte trasmessi, le inquadrature sull’isola di Manhattan avvolta dal fumo e dalla polvere, mio padre e mia madre, che erano stati a New York più volte, che dicevano “Oddio! Non è possibile!”.
Mamma però stava attenta anche a me e a Robi. Verso le 22:00 (era già tardi per me allora) ci dice di andare a nanna. Robi le risponde perentoriamente di no, non se ne parla. Si rivolge a me, più remissiva, mi prende per mano e mi dice “Dai, vengo a leggerti qualcosa”, anche se da un po’ non mi raccontava più le favole.
Io mi sono addormentata in fretta, ero stanca, ma il sonno era leggero e ogni tanto percepivo che se ne sono stati in salotto davanti alla TV fino a molto tardi.

Il peggio comunque, secondo me, è venuto dopo.

Sono sbucati fuori i cattivi e guai a chi si permetteva una sola parola di critica agli Stati Uniti d’America. Ai miei questa cosa non andava giù, lo ricordo benissimo dalle loro conversazioni.

E poi l’ Afghanistan, l’Iraq, e tutte le azioni che dopo l’11 settembre sono state attribuite al gruppo di Osama bin Laden: gli attentati di Bali (ottobre 2002) di Casablanca (maggio 2003), di Istanbul (novembre 2003) e poi gli attentati di Madrid dell’aprile 2004 e quelli commessi in Arabia saudita (giugno 2004), e così via.

Poi lo scorso anno, in novembre e dicembre, sono andata ad abitare a New York con mamma e papà. Dovevamo restarci minimo per un anno, ma abbiamo dovuto fare ritorno molto prima. Ho visto Ground Zero e ne sono rimasta impressionata, per la vastità dell’area, per le emozioni che sono emerse dentro di me rivivendo le immagini da tutti conosciute di quel luogo, perché la gente con cui ho parlato e mi esprimeva la sua insoddisfazione circa le mancate risposte da parte del governo mi piaceva, perché ho conosciuto anche chi ha perso qualcuno di caro in quelle torri, perché con buona probabilità quel luogo è ancora inquinato insieme a tutta l’area limitrofa, perché ci sono persone che sono diventate malati cronici per essersi esposti a quell’inquinamento, altri ancora che sono morti per lo stesso motivo, e …

E l’11 settembre 2001 è lo spartiacque.

La documentazione in internet su quanto avvenne l’11 settembre 2001 è molta. Basta partire da Wikipedia per rinvenire notizie, opinioni, interpretazioni su versioni ufficiali oppure su dispute e controversie sui resoconti ufficiali.

Quanto accaduto non ha solo coinvolto i 2.986 caduti sotto le macerie e le loro famiglie. Quanto accaduto non ha solo coinvolto gli Stati Uniti d’America.

Quanto accaduto ha coinvolto il mondo intero, innestando una reazione a catena di guerre e interessi.

Ma molte cose non tornano. Molte cose non tornavano fin da subito.
Professori universitari, ricercatori indipendenti, esperti di ogni genere, personalità di spicco, scrittori, e chi più ne ha più ne metta, si sono già mossi da tempo per chiedere verità su quanto accaduto l’11 settembre 2001.

Io sono invece una persona comune, come tante, ma anch’io vorrei sapere come sono veramente andate le cose.
Sono moltissimi gli interrogativi che restano insoluti.
Alcuni imprescindibili.

  • Io vorrei almeno sapere come mai non c’è stata traccia visibile di ben due aerei su quattro, quello che si è schiantato sul Pentagono e quello caduto al suolo in Pennsylvania, a sudest di Pittsburgh, presso Shanksville.

 

  • Io vorrei almeno sapere perché sono crollati, e sono crollati in quel modo, le due torri gemelle e l’edificio numero 7 del WTC, perché ormai è chiaro a molti che non possono essere implosi così a causa degli aerei (oltretutto l’edificio numero 7 non è stato neppure colpito, né da aerei né dal precedente crollo delle Twin Towers).
  • Io vorrei almeno sapere come mai per disastri molto minori vengono accuratamente ricostruite le dinamiche, mentre invece Ground Zero è stato accuratamente ripulito senza che si sappia bene dove siano finiti i detriti e perché siano stati spesi solo $ 600.000 sull’indagine del WTC contro $ 40.000.000 per indagare Clinton.

Naturalmente ci sono moltissimi altri interrogativi che emergono da questa tragedia, ma a partire da questi io vorrei che si aprisse uno spiraglio di verità sull’accaduto.

Se chi legge questo blog non si è mai interessato della vicenda al di là delle versioni ufficiali, consiglio la visione dei due celebri video che seguono.


Se chi legge questo blog come me desidera manifestare il proprio desiderio di sapere, può usare il banner che ho creato copiando il seguente codice html scritto in rosso.

<a href=”https://solomnibuslucet.wordpress.com/io-vorrei-sapere/&#8221; target=”_blank”><img src=”https://solomnibuslucet.files.wordpress.com/2007/08/wtc.jpg&#8221; alt=”wtc.jpg” /></a>

wtc.jpg

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~ di julie su agosto 7, 2007.

11 Risposte to “Tra Hiroshima (6/8/45) e Nagasaki (9/8/45) …”

  1. ciao julie, grazie per aver linkato i miei due pezzi su l’11 settembre di Chomsky … io ti ho linkata col tuo blog sul mio blog (www.stefanodonno.blogspot.com) nella sezione transito e trance…
    grazie ancora
    s.d.

  2. ciao e grazie per aver postato i due filmati, che mi guarderò al più presto con estremo e sincero interesse. la faccenda dell’11 settembre 2001 fa pensare molto, ma spesso ho l’impressione che certa gente affermi le proprie verità con scandalosa leggerezza, insinuando complotti e misteri campati in aria giusto per fare notizia, speculando meschinamente sull’alone di angoscia e sconcerto che gli attentati hanno creato. magari tra un po’ di tempo qualcuno arriverà a dire (e magari addirittura pretendere di dimostrare) che quel giorno nessun aereo si è schiantato… mah. bisogna essere davvero molto cauti e non lasciarsi prendere dall’eccitazione suscitata dal primo giornalista furbo e cialtrone di turno, come a volte accade, purtroppo. comunque non è certo il tuo caso, ci mancherebbe. anzi, trovo molto stimolante e positivo che sia in corso un’analisi e una riflessione così profonda e diffusa alla ricerca di tutti gli aspetti della verità: le versioni ufficiali sono sempre almeno un po’ di parte, orwell insegna, basta però non vedere solo maiali ovunque.

    accidenti quanto è piccolo il carattere dei commenti 😉

    tanti saluti, hej då!

  3. Imprevedibile, come sempre! 😛
    Uno si aspetta un post del genere nel giorno della commemorazione, oppure mentre studiavi storia e la globalizzazione durante gli esami di maturità …
    Ma no!
    La juliette sceglie l’effetto a sorpresa, tra il 6 e il 9 agosto, tra Hiroschima e Nagasaki! E come se ciò non bastasse, il giorno prima di partire per le vacanze!
    Sei sempre stata un po’ matta, ma ti vogliamo tutti un gran bene. 😉

    Ciò detto, condivido quello che hai scritto. Anch’io vorrei sapere. Per quel che può valere, metto il banner nel mio blog abbandonato (sai come sono … io mi son stufata subito, poco dopo averlo fatto … 😦 ).
    Ciao bellaaaaaa!
    :*

  4. Preso banner.
    Ace
    :*

    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  5. Pure io, per quanto il mio sia più che abbandonato.
    :mrgreen:

    … e sottoscrivo tutto quello che ha scritto la dani.
    :*

    PS: Sono tornata oggi, ma tu sei a Lazise, o forse sei già partita. Ti chiamo fra poco.

  6. @ stefano: grazie a te, per la tua recensione di Chomsky e per avermi linkato. Onorata. Sei il benvenuto. Ciao

    @ oceano di saggezza: grazie per essere passato di qui. Se guarderai i filmati ti renderai conto che molte persone non pongono questioni sull’11 settembre con leggerezza. In quanto agli aerei, due si sono di certo schiantati sulle torri. Sono stati filmati e messi in onda fino alla nausea; sono gli altri due che non si sono mai visti.
    Orwell ci insegna anche la ricerca della verità. Ne ha pagato le conseguenze lui stesso con “La fattoria degli animali” che nessuno in GB voleva pubblicare. Saper vedere prima degli altri cosa sta accadendo spesso non va d’accordo con la ragion di stato …
    Per il carattere piccolo … basta che premi contemporaneamente sulla tua tastiera “ctrl” e “+” perché si ingrandisca, poi “ctrl” e “0” perché ritorni alla dimensione originale. 😉
    Ciao

    @ dani: ciao bellaaaaaa a te! Bentornata tesoro. :*

    @ Marco: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

    @ chicca: Sentiteci! Grazie chicca. :*

  7. aaha, era così facile ingrandire! 🙂 che ci vuoi fare, ho una certa età io…

    mi fa piacere che tu abbia capito che la mia provocazione era in buona fede, sei una persona intelligente.

    buon viaggio!

  8. @ oceano di saggezza: grazie. Mi ero dimenticata di chiederti … che significa “hej då”? Vuol dire “ciao”? È svedese? Ma tu sei svedese?
    Ciao

    PS: sorry, forse ho fatto troppe domande … 😳

  9. gentile e simpatica julie, “hej då” è infatti svedese e significa “ciao” nel senso di “arrivederci”, ovvero quando si va via. io sono… anche svedese (un bastardo che non te lo immagini nemmeno, in senso etimologico e non, eheheh).

    a proposito del filmato “inganno globale”: l’ho guardato con attenzione ed interesse, e l’ho trovato senza dubbio stimolante. tuttavia nel mio piccolo ho notato anche io qualche contraddizione ed esagerzaione, e diversi aspetti mi hanno lasciato perplesso. in buona fede e con cordialità ti invito a leggere con lo stesso spirito uno dei siti che contraddicono punto per punto il documentario in questione, tra i diversi che ho consultato per farmi un’idea delle posizioni dell’altra parte:

    http://www.attivissimo.net/11settembre/recensioni/ig-dvd-00intro.htm

    lungi da me l’intenzione di polemizzare, ti auguro un buon proseguimento del viaggio e buone vacanze. magari poi potrai salutarmi nelle lingue dei vari paesi che visiterete.

    hej då! 🙂

  10. ciucci ciucci e BASTAAAAAAAAAAAAAAA NEW YORK è LA PIù BELLA CITTà DEL MONDO E VOI SIETE I PIù BRUTTI DEL MONDO

  11. Dear SALLY,
    in primo luogo hai scritto in stampatello, e questo equivale a urlare. Non è affatto carino per chi interviene in un blog altrui.
    In secondo, e più importante, sembra che tu non abbia neanche capito il contenuto di questo post. Nessuno qui ha detto che NYC non sia una metropoli bella. Infatti sia io che moltissimi di quelli che scrivono qui pensiamo che sia persino straordinaria. Ma nel post si parla specificatamente e semplicemente dell’11 settembre 2001, ed è una questione che riguarda il mondo intero e non solo NYC.
    Detto questo, vorrei anche precisare che chi ti sta scrivendo ci abita da tempo a New York, si sente ormai un po’ newyorchese e ama profondamente questo luogo. E pure la titolare del blog, juliette, ci ha abitato per un periodo, per non parlare poi di suo padre che annovera in questa città importanti rapporti di lavoro e soprattutto di amicizia, tra i quali mi pregio di includere anche me.
    Evita dunque le tue uscite tanto infantili quanto fuori luogo.
    Ciao, cara Sally.

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