C’aveva ragione, forse

Quando siamo partiti per le vacanze abbiamo fatto, di proposito, dei bagagli ridotti all’osso (“tanto se ci serve qualcosa lo possiamo prendere là”).
Il mio Marco, però, ha preparato una cassetta di medicinali per la quale l’ho preso in giro parecchio: “Stiamo andando in Bangladesh, amore? Dobbiamo fare le vaccinazioni contro l’epatite virale, il tifo, il tetano, la rabbia e la profilassi antimalarica?”.
Punto nel suo orgoglio, il futuro medico non mi degnava di risposta e procedeva per la sua strada. Praticamente ha preso su di tutto.

Siamo a Budapest da lunedì. Anche questa volta sistemazione in ottimo e centralissimo hotel, il New York Palace (sì sì va bene, care malelingue, è a cinque stelle anche questo … non possiamo spendere quanto ci pare? blah.jpg), non per gli stessi motivi di Belgrado, ma perché nell’elenco delle casine di Marco non ce n’era una di libera. Ed ora siamo reclusi in camera da letto (si fa per dire “camera da letto”). Sarebbe tutt’altro che una brutta cosa, non fosse che non mi sento di abusare di lui (confesso, il nostro segreto è abusare consenzientemente l’uno dell’altro. E allora?) nello stato in cui è il mio Tato.

Spiego in sintesi.

♦ Lunedì, traferimento da Beograd a Budapest. Un po’ stanchi del viaggio perciò poche cose (sistemazione in hotel, sauna e massaggio nello stesso, passeggiata a piedi in Andrassy ut, il grande viale dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, è straordinario).
Martedì, percorso dedicato alle religioni al mattino (la Sinagoga, che è vicinissima all’albergo, e connesso Museo ebraico, basilica di Santo Stefano), tomba di Gül Baba; pomeriggio dedicato alla musica ( Museo di Storia della Musica e acquisti musicali vari connessi, soprattutto di Marco, io mi sono limitata a Elek Bacsik).
Mercoledì: Palazzo Reale (sede anche della bellissima Galleria Nazionale, che possiede un’enorme sezione dedicata all’arte ungherese) e Museo di Belle Arti.
Ovviamente il tutto sempre accompagnato da passeggiate in luoghi ameni, di cui la città è straordinariamente ricca.
Mercoledì sera, cenetta romantica, seguita da altre romanticherie.

Bene bene … anzi, ad un certo punto, male! … perché il mio Tato di notte s’è alzato più volte per andare in bagno, fintantoché è caduto a terra. 😯 Svenuto. Per fortuna eravamo in albergo e non altrove. Chiamo la hall. Mandano un medico, ma era meglio andare al pronto soccorso a fare delle analisi, almeno per escludere cause gravi. Pronto soccorso, analisi, flebo per evitare disidratazione, medici molto gentili e che sanno parlare inglese, il mio Tato che ha pure la febbre ma che vuole sapere tutto. Diagnosi: gastroenterite virale, per la quale gli antibiotici non servono a nulla, ma tutte le altre cose per abbassare i sintomi, sì.
Per farla breve, ieri pomeriggio rientriamo in albergo, cassetta del pronto soccorso alla mano. C’era tutto ciò che poteva servire, senza bisogno di andare in farmacia a prendere nulla.
Così il futuro medico si è preso la sua rivincita: “Hai visto che a qualcosa poteva servire?”.
azz.gif
La cosa assurda è che io ho mangiato più o meno le stesse cose in questi giorni, ma a me non è venuto niente.

Oggi stava meglio, la febbre s’è abbassata e ha pure mangiato qualcosina. Fa molta fatica a bere perché gli viene da vomitare, ma deve, altrimenti flebo. Se poi lo minaccio che gliele faccio io anziché un’infermiera, allora si sforza un po’ di più. 😉
Lui continua a dirmi di uscire, di non restare chiusa in albergo per lui, ma io non ce la fò a lasciarlo da solo volemose.gif. Oltretutto non posso neanche spupazzarmelo perchè è virale! cry.gif Giusto per accontentarlo sono andata a farmi fare un altro massaggio, ma non sono uscita dall’hotel.
Per fortuna non stiamo badando a spese e ci eravamo presi una royal suite (quella lì della foto, eh eh … ve lo immaginate il visconte in quel lettone con la febbre e gli occhi da pesce lesso?
sicerto.gif), bella, non c’è che dire, una bella gabbietta d’oro!

Beh, insomma … io adesso ci scherzo, ma mercoledì notte me la sono vista brutta ed ho passato qualche momento in preda al panico.
Ma sta passando.

Male che vada, lo riporto a casa. love-rosa.gif

A presto (prestissimo se la convalescenza sarà lunga)

ciau.gif
PS: e come se non bastasse, c’è pure bel tempo in questi giorni! 😦

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~ di julie su agosto 24, 2007.

5 Risposte to “C’aveva ragione, forse”

  1. 😦
    mi dispiace
    coraggio, spero che il gramo si riprenda presto
    auguroni
    baci

  2. “Oltretutto non posso neanche spupazzarmelo perchè è virale!”
    😆
    E il visconte invece che credeva di essere virile!
    😆

    ______

    Battute a parte, in bocca al lupo, ragassuoli.
    :mrgreen:
    Se hai bisogno, telefona juliette. Troviamo il modo di venire a prendervi. O anche solo se ti prende il panico o lo sconforto. A qualsiasi ora, giorno e notte, ovviamente.
    Ciao
    Bacioni

  3. Aih! 😥

    Facci sapere come procede.
    Un abbraccio
    🙂

  4. Ci sono stato a settembre dello scorso anno.
    Indimenticabile!

    Spero che passi presto il malessere a Marco, così che possiate godervela.
    Ciao

  5. Grazie amici. Va meglio.
    :mrgreen:

    @ jan
    Non preoccuparti, jan. Anche se è in Grecia sono in contatto telefonico col babbo. Semmai viene lui, visto che riesce a trovare in fretta voli aerei attraverso vie preferenziali. Grazie comunque. Ti chiamiamo stasera o domani.

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