Marco è Marco!

Ieri ero a terra.
Era il mio diciannovesimo compleanno.
Ero a terra anche il giorno prima.
Ripercorrevo il dolore dello scorso anno nelle medesime date.
Non volevo festeggiare i miei diciannove anni.

Marco mi dice:
Almeno vieni da me e permettimi di prepararti la cena.
Io:
Va bene, quello posso farlo.

Ma Marco è Marco.

Marco mi ha raccolta in pezzi quando lo scorso anno sono tornata da New York il 10 dicembre con la mia mamma sigillata in una bara.
Marco era fisicamente dietro di me il giorno del mio diciottesimo compleanno, quando al fianco di mio padre mi recavo ad assistere alla cerimonia buddista a lei dedicata. Credeva che io potessi svenire in ogni momento (ed era vero) e, come la mia ombra, mi tallonava, e si teneva pronto a sorreggermi.
L’ha fatto il giorno dopo, durante la cremazione. Lì non ho retto più, ho perso davvero i sensi, ma non ho fatto in tempo a toccare terra perché lui mi teneva abbracciata e, quando ha percepito che stavo per accasciarmi, mi ha stretto a sé per poi posarmi su una sedia.
É stato il mio angelo custode in tutto quel tempo buio senza chiedere nulla. Ha continuato ad amarmi sebbene io non sapessi quasi neppure più come mi chiamassi. Non mi importava più nulla e non sapevo neppure se mi importava neanche di lui.
Ero un automa vagante, dotato di raziocino, ma freddo come la morte.
Poi il mio sangue ha ripreso a scaldarsi, piano piano ritornava la vita, e so che molto è stato merito suo.
Ed è sbocciato per la seconda volta l’amore fra noi.

Marco mi dice:
Almeno vieni da me e permettimi di prepararti la cena.
Va bene, quello posso farlo.
Vengo a prenderti verso le 18.00.
Ma no, dai, vengo da sola.

Ma Marco è Marco.

Verso le 18.30 di ieri suono il suo campanello nonostante abbia le chiavi di casa sua.
Salgo le scale e mi aspetta sul pianerottolo.
Mi sorride. Mi abbraccia. Di nuovo “Auguri, amore”.
É un po’ imbarazzato.
Nell’entrata mi aiuta a togliere il cappotto. L’appende.
Mi sussurra “C’è una piccola sorpresa per te, non arrabbiarti”.
Mi irrigidisco un po’. Mi prende per mano e mi porta sulla porta della sala.
Sono lì. Tutti zitti zitti.
Robi, Alessandra, la Chicca, Cristina, Max, il Druido, Jan, Tea, persino Ari e Marita. E Marcello in un angolino (Marcello? che ci fa in Italia?). Seduti sul salotto o sul tappeto. Il babbo in piedi con Cecilia in braccio, alla quale fa segno, con l’indice sulla bocca, di tacere.
È Jan – con la voce un po’ timida come di solito non ha mai – a rompere il ghiaccio: “Volevamo esserci anche noi …
Mi scendono un piaio di lacrime silenziose.
Irrompe Daniela dalla cucina a voce alta: “Che è ‘sto silenzio? Siete pazzi? Buon compleanno, Giulia!” e batte le mani.
Daniela! Non poteva mancare. Fin dall’infanzia si è permessa sempre tutto con me ed io l’ho sempre lasciata fare.
Mi strappa un sorriso. È fatta! Sorridono anche gli altri, non temono più che io m’incazzi con loro.

E come avrei potuto?
Sono gli affetti veri. Mi vogliono bene ed io a loro.
Chicca e Max sono venuti da Roma apposta. Cristina da Verona. Ari e Marita da Firenze.
Marcello è tornato da poche ore da New York per andare dai suoi prima di Natale ed è passato da noi.
Cecilia non stava più nella pelle dalla voglia di tirarmi le orecchie.
E il mio babbo, caro babbo, è rimasto quest’anno troppo a lungo distante da noi.
E tutti gli altri, insostituibili tesori della mia vita quotidiana!
Che stronza a voler tenerli lontani da me!

Che dicevo prima? Marco è Marco.

Ha un esame il 19, ma ha organizzato tutto con la complicità di Daniela, compresa la sistemazione per far restare a dormire chi veniva da fuori Bologna, babbo e Cecilia compresi.

Aperitivo a casa del Visconte, dunque.
Poi il babbo ci ha invitati tutti a cena (aveva già prenotato!) in un posticino fuori porta niente male. Sopravvive dai tempi in cui anche lui faceva l’università a Bologna.
È finita che mi è passata la tristezza. È finita con la pancia soddisfatta, è finita in brindisi, chiacchiere e col Druido al pianoforte, dove ha pure improvvisato un happy birthday jazzato, cosa che non immaginavo si sarebbe prestato a fare.

Sono pazzi, e voglio loro un bene dell’anima.

Scusate se sono insopportabile a volte dimenticandomi quanto siete preziosi.
Arrossisco di vergogna al solo pensiero del vostro timoroso silenzio di ieri e per avervi indotto a credere che potessi arrabbiarmi. Scusatemi. Sono una stronza.

Grazie di cuore a tutti. hug2.gif

Grazie a Marco, che amo tanto. heard.gif

Per forza …

… Marco è Marco! marameo.gif

Ed ora è qui. amor.gif

Avevo voglia di scrivere su sfondo bianco.
Mi sa che fra un po’ cambio il tema del blog.
Il fatto è che io sono una che si affeziona, e faccio fatica a staccarmi, così finora ho tenuto questo.
Vorrei per la verità farne uno io e non usare quelli preconfezionati, ma non ho tempo, accidenti!

zbye.gif

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~ di julie su dicembre 13, 2007.

12 Risposte to “Marco è Marco!”

  1. E già che sono qui … sono molto contento che ti abbia fatto piacere la sorpresa di ieri.
    😀
    Grazie a te, amore.
    :*
    Io di più

    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  2. Ma come? Io non lo sapevo. In facoltà non hai detto nulla.
    Vabbè!
    Auguri in ritardo.
    😀

  3. Che bel post Giulia! Tanti Auguri di Buon Compleanno anche da parte mia (io l’ho festeggiato il giorno prima 😀 )

  4. To you (click).
    🙂

  5. Ci conosciamo da poco, Giulia, anche se mi sembra da sempre.
    Sono felice di essere stata con te, con voi, mercoledì.
    Grazie grazie grazie
    Ti voglio bene.

    ___

    PS: Hai un papà veramente affascinante. Se non fosse il tuo babbo gli farei la corte. Giuro!
    😉

  6. Tea, purchè lasci stare il fratello della juliette.
    Robi è mio! 😛
    😉

  7. Angurie di nuovo!
    😛

    ___

    Volevo retificare il mio commento sul post CVD.
    Il Lut ha cambiato il suo post. Prima diceva che per la serata “VI puntata decameron” avrebbero cercato un nuovo teatro diverso dall’Ambra Jovinelli perchè c’era stato un disguido, ora invece che lo spettacolo si fa al teatro Ambra Jovinelli, ma domenica 16 anzichè il 18.
    Però per l’ingresso occorre ritirare il VOUCHER (uno a testa) sabato 15. Dai su, partiamo domani e andiamo un paio di giorni nella capitale.
    Male che vada domenica sera ci sarà comunque il megascreen esterno.

  8. Io sto già a Roma. 😛
    Sono a casa del max.
    Venite venite!

  9. Le religioni sono un fatto culturale; il papa vorrebbe che fossimo tutti cattolici e le mucche vorrebbero che fossimo tutti indù“.

    Dovevate venire, coglioncelli! Mi riferisco al visconte e all’amazzone, ovviamente.
    😛

  10. @ Marco
    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

    ___

    @ Eughenia
    In effetti non avevo detto niente a nessuno. Cercherò di farmi perdonare. 😉

    ___

    @ Ugo e alrick
    Grazie mille. 😀

    ___

    @ Tea e Ale
    Vi voglio bene. 😳
    Ah Tea … è successo spesso che le mie amiche si invaghissero del mio babbo. Ti capisco. Io stessa soffro di un inguaribile complesso di Edipo (ma forse dovrei dire di Elettra). 😉

    ___

    @ pepper e jan
    Magari mi portaste un’anguria!
    Se vi date un po’ da fare a cercarla, la trovate. Vengono dai paesi caldi.
    Ci conto, soprattutto su te, jan. Presentati con un’anguria in pieno inverno e vedrai che non litigheremo più. 😉
    Comunque … per il Lut, avevo voglia di trascorrere la domenica nei campi con Hugo anziché prendere l’auto e venire a Roma.
    So che c’è stata un’ovazione finale da grido e mi hanno raccontato qualcosa anche delle battute su Veltroni e Berlusca. Poi voi mi racconterete nei particolari.
    Ciao tesorucci. 😛

  11. Ma guarda un po’ … non avevo scritto nulla qui!

    Beh … gli auguri te li ho già fatti e poi ormai è tardi, ma una cosa posso dirtela.

    Cara Juliette, dopo aver preparato questa sorpresina con Marco e avendolo conosciuto ancor di più in questa circostanza … bene, dopo questo, posso dirti che se decidessi di sposartelo avresti la mia benedizione.
    E’ più unico che raro, veramente. E ti ama come io non ho mai visto nessuno.

    Se te lo dico io, che sai cosa penso dei maschietti, puoi fidarti!

    Baci
    😀

  12. E’ quello che dico anch’io, Dani.
    Ma la juliette per ora non ha neanche voluto che andassimo ad abitare insieme.
    😥

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