Caro diario …

… quest’anno passerò il Natale in città, ma senza la mia famigliola.

Sabato ho accompagnato il babbo, Cecilia, la cuginetta Selena, Robi, Alessandra e Marcello (che è stato in Italia una decina di giorni per un convegno e per andare a trovare i suoi) all’aeroporto per imbarcarsi per New York.
Non ho noleggiato un pulmino, che credete! Semplicemente eravamo due autisti, io e lo zio (che è pure il papà di Selena) con due auto.

Naturalmente l’invito ad andare, che era partito da Palmiro (un altro collega e caro amico del babbo), era rivolto anche a me e a Marco.
Fin da subito papà è stato disponibile ad accogliere la proposta del Palmi. È molto affezionato a Marcello e a Palmiro, gli sono stati molto vicini quando ha dovuto trascorrere i mesi di quest’anno a NYC lontano da noi poco dopo la morte di mamma. Voleva portare Cecilia a vedere la casa che abitavamo, lei gli chiedeva spesso di descrivergliela e di vederla nelle foto. Selena, poi, non è solo una cuginetta per Ceci, ma anche un’amica, perciò – dal momento che la regola di questa famiglia è portare con sé almeno un/a amico/a dei bimbi – era la persona giusta per partire con la “peste”, anche perché gli zii si fidano ciecamente del babbo e non sono di quei pignoli per i quali vige la legge “a Natale con i tuoi e a Pasqua con chi vuoi”.
Robi pure era propenso ad andare fin da subito, trovare quei luoghi significa anche per lui colmare un vuoto, dare una consistenza materiale a quanto accaduto anziché costruirsi un immaginario fatto dei racconti miei e di papà.
Io invece ero là, a dicembre dello scorso anno quando accadde.
Non ho fretta di ritrovare quei luoghi.
Ma non è il motivo principale per cui non sono andata. In fondo, ritornare a NYC con loro sarebbe cosa più facile che andare da sola.
Il fatto è che nel frattempo ho anche deciso di accettare l’invito del Druido per Taiwan in primavera, perciò è meglio che mi tiri avanti con lo studio, dato che staremo via un mese o forse più.
Così ne approfitterò per stare a pranzo a Natale con la famiglia di Marco e per andare io a trovarlo a casa dei suoi più spesso in queste feste. Penso che la sua mamma ne sia felice, infatti di solito è lui per lo più a venire da me e dunque glielo porto via di frequente.

Che altro ancora in questi giorni?

Prima che partissero, Cecilia la “peste” ha condotto una sua guerra personale. Ne ha fatto cenno anche nel suo blogghino.
Sotto l’albero di Natale di casa c’erano i regali. I nonni avevano proposto di aprirli quando sarebbero tornati per l’epifania. Ceci era veramente in ansia, piccina.
Motivava la sua voglia di scartare i pacchetti dicendo che, se aspettavamo che tornassero, la Befana avrebbe visto che c’erano ancora quelli di Babbo Natale e avrebbe pensato che a noi non ci importa dei regali, e invece per lei non era così. Cecilia ribadiva che lei ci teneva ai regali, eccome!
Ci ha sfiniti per due giorni. In cuor nostro la pena di vederla così in ansia ci muoveva a darle ragione.
Poi, visto anche che io a Natale non sarò con loro, abbiamo optato per fare una specie di pranzetto di Natale anticipato sabato scorso, una cosa leggera, visto che dopo poco partivano, ma abbastanza per creare un clima di festa e per aprire i regali.
Ceci era un tumulto di emozioni: i regali da scartare, i regali scartati, la festicciola durante la quale lei ci teneva a recitare una sua poesia, la partenza per New York. Piccola, non sapeva più che pesci pigliare. Forse l’abbiamo stressata anche troppo per la sua età.

Io ho regalato a Cecilia una cosa bellissima. Tempo fa avevo parlato di Pao, il cane del nonno. Beh, è vero che ha contribuito a mettere al mondo tanti piccoli Pao, così le ho regalato un meraviglioso cucciolo, ma siccome non potevo inscatolarlo e incartarlo, ho dovuto ricorrere all’aiuto di qualcuno che, ad un mio segnale, lo portasse sulla soglia di casa, comodamente sdraiato e coperto, dentro una cesta di vimini con un fiocco rosso e tanto di bigliettino. Il campanello è suonato, ho mandato Ceci ad aprire e lei l’ha trovato davanti alla porta di casa senza nessuno. Era felicissima, voleva portarlo a New York, ma le abbiamo detto che non era possibile perché non aveva il biglietto aereo. Naturalmente le ho promesso che ne avrei avuto la massima cura io, finchè lei non tornava. E così sarà. È veramente un cucciolo adorabile.

Poi una cosa che ad altri sembrerà un cavolata, ma non a me.
Quest’anno patisco il freddo più di quanto mi sia mai accaduto, perciò ho eliminato anche la possibilità di andare in montagna qualche giorno a sciare. Preferisco andare a correre per la campagna insieme ad Hugo, oppure, se ci riesce (a Marco, Daniela, Max e a me) di avere i biglietti aerei, di trascorrere qualche giorno intorno a capodanno nel sud del Marocco, dove il clima è più temperato.
Nel frattempo mi sono fatta un regalo che adoro.
Due termocoperte elettriche, una per Bologna e una per Firenze.
Sì sì, lo so che qualche impertinente qui penserà che è una cosa da vecchi, ma io me ne frego!
Il fatto è che a me piace dormire senza pigiama, come mamma m’ha fatto anche d’inverno. Quest’anno però , con mio grande rammarico, avevo dovuto rinunciarvi perché non sopportavo l’iniziale contatto con le lenzuola fredde sulla pelle. Ora però ho trovato la soluzione. Ho messo la temocoperta tra il materasso e il lenzuolo di sotto, un po’ prima di andare a letto l’accendo, al momento di andare a dormire la spengo (mi fa paura una cosa collegata all’elettricità sotto il mio corpo), e così, quando mi infilo sotto il piumone, mi ritrovo in un giaciglio caldo che è un incanto.

Ecco, tutto procede bene, a parte questo mondo, e soprattutto questa Italia, che va sempre più a rotoli.

Ciao ciao
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~ di julie su dicembre 24, 2007.

12 Risposte to “Caro diario …”

  1. Dai, su, parti che ti stiamo aspettando.
    😉
    :*

    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  2. Sono pronta.
    Arrivooooo!

    :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  3. Hai fatto venir voglia di una termocoperta anche a me.
    Accidenti, potevo farmela regalare per Natale, ma è troppo tardi.
    Vedrò di avvisare la befana.
    😀

  4. Mi hai fatto felice!
    😀

  5. Te l’ha data, druido?
    👿

  6. 😐
    E piantala, jan!
    Quanto tempo ti ci vorrà per accettare il NO che ti ho detto per Taiwan?

    Va’ ad abbuffarti col cenone, va’! E’ meglio!

  7. I biglietti per il Marocco ci saranno, me la sento!
    Faremo un capodanno da sballo!
    😉

  8. ah!
    Così, quando ho dormito a casa tua nella stanza degli ospiti, tu te ne stavi bella nuda nel tuo letto!
    SE LO SAPEVOOOOOOOO …
    😛

  9. uè uè! 👿
    La Juliette è MIA!

  10. Io sarei andata anche a NYC!
    Ma perchè queste cose non succedono mai a me?
    😛

  11. Venite a fare un salto a Salerno per le feste. I miei mi chiedono sempre di voi da quando siete venuti a Pasqua.
    Dai su, che ci vuole da Firenze?
    😉

    Come l’avete chiamato il cucciolo?
    Un abbraccio

  12. […] Ciro ha detto questo su Dicembre 24, 2007 a 9:38 pm […] Come l’avete chiamato il cucciolo? […]

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