“Povera Patria”

Me l’ha ricordata Chicca in un suo commento ieri: “Povera patria” di Franco Battiato.
È una canzone del 1991.
Alludeva all’indifferenza verso i morti ammazzati per mafia o alle inutili risse negli stadi, e ai governanti che si sentivano del tutto esentati da qualsiasi giudizio.
Povera Patria” è una delle canzoni più popolari di Franco Battiato. Parlando dei governanti in modo critico, è stata interpretata e adottata come una specie di inno da ascoltatori di destra come di sinistra, travisando, secondo chi segue Battiato, le intenzioni dell’autore catanese.
Ma lo stesso Battiato diceva in una intervista dell’epoca:

“Se ho scritto ‘Povera Patria’ è perché sono coinvolto. Ogni sera guardare il Telegiornale è una sofferenza, a meno che non si resti indifferenti a questo passare, che so, da Riccardo Muti ai morti ammazzati. Quella che una volta poteva essere una caratteristica simpatica del popolo italiano, oggi diventa infame; quando ancora non c’era questa barbarie, l’italiano che pensa a se stesso era in fondo un individualista, e va bene. Oggi è insopportabile. Basta col tirare a campare: si richiede un intervento al cittadino di solidarietà civile, non si può più restare indifferenti.”
All’epoca io avevo 3 anni, eppure mi riconosco ancor oggi in queste parole e mi sembrano più che mai attuali.
Pur sapendo che qualcuno mi darà dell’illusa, oggi voglio cantare e credere a quei due refrain, che esprimono al contempo timore e speranza:

Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.

Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.


Povera patria

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…

La primavera intanto tarda ad arrivare.

ciau.gif

PS:
Lo so, lo so. C’è qualcuno che vuole sapere com’è andato l’esame di Storia Moderna. Mi vergogno un po’ a dirlo, dopo aver stressato con la mia agitazione un po’ di gente, ma è andato proprio bene. Ho preso la lode. Sì, un po’ mi vergogno, per questo lo scrivo col carattere più piccolo cercando di nasconderlo. Comunque ancora adesso non mi par vero, e sono convinta che o si sono sbagliati o sono un po’ matti, perché proprio la lode a me non sembrava di meritarla.

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~ di julie su gennaio 10, 2008.

6 Risposte to ““Povera Patria””

  1. Aivoglia se sono attuali le parole di Battiato, lo sono anche quelle di Rino Gaetano, e sono anche più stagionate:

    http://www.umanamenteidiota.com/index/2007/09/24/rino-speriamo-che-la-tua-canzone-non-sia-di-attualita-anche-fra-altri-30-anni/
    http://www.umanamenteidiota.com/index/2007/11/13/rino-gaetano-un-falso-dautore/

  2. Visto che ci sono ti lascio anche questo 🙂

    http://www.umanamenteidiota.com/index/2007/11/04/pasolini-come-nostradamus/

  3. Basta farci piangere, juliette!

    ps: te la meritavi eccome!

  4. Da quanto ne so, Battiato ha incominciato il concerto gratuito a Roma, per la notte bianca 2007, in piazza del Campidoglio proprio con questa canzone.
    E’ attuale sì. La situazione è pure peggiorata purtroppo.
    😦

  5. @ UMI
    Grazie Umi per le tue segnalazioni. Conosco Rino Gaetano, me l’aveva segnalato il mi’ babbo. Rino voleva presentare “Nuntereggae Più” a Sanremo al posto di “Gianna”. Figuriamoci se glielo avrebbero permesso.
    Con Pasolini, poi, sfondi una porta aperta. Io lo adoro. Senza di lui siamo molto più soli e ignoranti. Non è retorica. Per lui lo penso veramente. Aveva un’intelligenza e una lungimiranza veramente rari.
    La sua morte e il modo con cui è stata presentata è veramente una cosa indegna. Il film che è stato fatto (“Pasolini, un delitto italiano”) poi, non gli rende assolutamente giustizia. Più accettabile, invece, la ricostruzione che ne è stata fatta da Lucarelli in “Il caso Pierpaolo Pasolini” (qui, nel caso ti interessasse).

    @ Tea
    Non sono io che vi fa piangere …

    @ Marco
    :*

  6. @julie già visto grazie 😉

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