Fan*ulo!

A chi?

Oggi al Ratzi, all’informazione e al nano dal naso lungo.

1. Via dalla Sapienza, Ratzi!
da Repubblica.it:

L’alzata di scudi laica era stata preannunciata giovedì da una lettera ai vertici dell’università che hanno invitato, il 17 gennaio, papa Ratzinger ad inaugurare l’anno accademico 2007-08, il 705° dalla fondazione. Sessantasette docenti, tra cui tutti i più noti fisici dell’ateneo, hanno firmato un appello (pubblicato scorso su Repubblica) perché “quell’invito sconcertante”, così lo hanno definito, venga revocato.
Il messaggio anti Ratzinger è stato spedito direttamente al rettore Renato Guarini: “Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un’intollerabile affermazione di Feyerabend: “Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto””. Una frase che ha fatto sobbalzare il gruppo di scienziati che ora fa la fronda alla visita di Benedetto XVI. E che si dicono “indignati in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze. Quelle parole ci offendono e ci umiliano. E in nome della laicità della scienza auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato”. (leggi tutto)

2. Al solito, ottima informazione in Italia!
Da LUOGO COMUNE:

Iran, provocazioni e media
di Massimo Mazzucco, Freeman, Claudio Negrioli

L’incidente del Tonchino (da “Il Nuovo Secolo Americano”):

IL VERO PROBLEMA

Secondo voi, quanti italiani su cento sanno che nei giorni scorsi “c’è stata una provocazione di alcune motovedette iraniane contro la flotta USA”? A occhio e croce direi almeno novanta, cioè tutti quelli che bene o male guardano la TV o leggono i giornali almeno superficialmente.

Secondo voi quanti degli stessi italiani sanno oggi che in realtà la provocazione era inventata? A occhio e croce direi non più del dieci per cento, cioè tutti quelli che si informano su Internet, o che leggono i giornali con grande attenzione, dalla prima all’ultima pagina.

Questo è il problema.

Il problema non sta nelle guerre, il problema non sta negli attentati, il problema non sta nel terrorismo: il problema sta nell’informazione. Sta tutto nell’informazione. Controlli quella, e controlli il mondo.
(leggi tutto)

3. Dopo che Berlusca ha perso le elezioni, non ho mai tolto dal blog questo banner:

Berluscounter!

E c’è un motivo!
Infatti continua a raccontar balle e a rompere.
Da Repubblica.it:

Ieri
Oggi

grrr.gif

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~ di julie su gennaio 14, 2008.

9 Risposte to “Fan*ulo!”

  1. La tregua è durata poco, vedo!
    😉

    1.
    Giovedì 17 io ci sarò di sicuro al raduno sotto la statua di Minerva. Il Vaticano ricorda che La Sapienza è stata fondata da un papa. Sì, da Bonifacio VIII, il più spregiudicato teorico della teocrazia. Peccato non ci sia un altro Filippo IV il Bello!
    😛

    2.
    Gli Usa fanno sempre così, forti del coro imbecille dei media occidentali. La loro costituzione non prevede una guerra offensiva e ognivolta, chissà perchè, c’è sempre un casus belli ad hoc.
    👿

    3.
    Qui è meglio che sto zitto. Sarei portato ad usare parole che potrebbero metterti nei guai.
    👿

  2. Ho visto su rai.click il TG2 con il servizio su Galilei e Feyerabend.
    😐
    Veramente scandaloso!
    😦

  3. L’hai detto, Palmiro!
    La mia mamma ieri sera quando l’ha visto ha cominciato a inveire per la casa, poi s’è piazzata al computer per mandare un’e.mail di protesta al TG2.
    😐
    Io fra un po’ vado a Roma ad unirmi alla protesta.
    Per una volta tanto che in questa colonia del vaticano qualcuno finalmente si ribella, non voglio perdere l’occasione di esserci.

  4. Non ho visto il TG2 di ieri sera, ma quello delle 13 di oggi sì.
    Quello che ha detto Mauro Mazza (il direttore) è una cosa vergognosa, veramente vergognosa.
    😐

    Però si vocifera ora qualcosa di buono: sembra che forse il papa annulli l’impegno.

  5. Ancora non posso crederci: il papa ha annullato l’incontro!
    Sono felice.
    Non potete immaginare la gioia di tutti quando è giunta la notizia mentre eravamo in assemblea.
    Una volta tanto è ora di finirla con l’invadenza del vaticano!
    😀 😀 😀

  6. Il Papa è uno che ha la luce quella del “sole”, ho visto su RaiClick o come ca..o si chiama il Tg1 di ieri, quasi la metà dello stesso dedicata Papa, era sufficiente la notizia della sola rinuncia senza mostrare tutti gli altri leccaculismi ipocriti, la chiesa è più che presente nella politica italiana forse è proprio la politica italiana, posso dirlo per esteso? Vaffanculooo!

  7. E’ partita la campagna mediatica di vittimismo in un periodo in cui l’ingerenza del vaticano nella politica italiana era (è) altissima.
    Un coro unanime, molto sospetto, contro quanto accaduto alla Sapienza.
    Ma non bisogna dar loro credito.
    Al di là delle strumentalizzazioni che ora ne faranno, la marcia indietro del ratzi è stata una vittoria.

    Preti, papi e politici che li accompagnano abbassino la cresta, please!

  8. @ Chicca
    Hai ragione amica mia.
    Eppure sentire quel coro unanime che scambiano il diritto a manifestare il proprio dissenso per una censura fatta al papa (che mi pare ovvio è opportunisticamente presentato come sacro e intoccabile da quelle merde che detengono il potere e l’informazione) è molto sconfortante.
    😦

  9. Per il Berlusca, riporto un articolo di Travaglio (l’Unità – 15 gennaio 2008):

    “Adesso basta. Com’è che, quando Berlusconi parla, nessuno lo prende più sul serio? Come si permettono i colleghi politici, gli alleati e persino i servi di partito, di smentirlo prima ancora che si smentisca lui? Quanto è accaduto domenica intorno al Cainano è gravissimo. Il pover’ometto, di ritorno da Antigua e dunque già sconvolto dal jet-lag, perdipiù intento a curare l’anziana madre malata «con la terapia dell’amore che funziona sempre» (soprattutto col centrosinistra), trova il tempo di telefonare a quegli scioperati di Forza Italia che se la spassano a Roccaraso con la Neve Azzurra. E, una volta tanto, dice la verità. Cioè che a lui della riforma elettorale non gliene può fregar meno: a lui interessano le tv. Ergo, delle due l’una: o l’Unione cestina la pur gentilissima legge Gentiloni (che lascia intatte le sue tre reti, ma gli leva un po’ di pubblicità), e con essa gli elettori rimasti, o lui non tratta. È la prima mission del suo impegno politico fin dal ’94 (l’altra, evitare la galera, è cosa fatta). E non ne ha mai fatto mistero. Ma, visto che alleati e avversari fingono di scordarlo, s’incarica di rammentarlo papale papale: mettere un tetto alla pubblicità è «criminale», corrompere giudici, finanzieri, senatori, dirigenti Rai o trasmettere con tre reti quando al massimo se ne possono possedere due, invece, è legale. Si può discutere su questo curioso postulato del diritto arcoriano, simile a quella di chi si fa una casa abusiva e, dinanzi al cancello, affigge il «divieto di sosta» per far multare chi parcheggia di fronte. Ma non si può fingere sorpresa: è lo stesso da 15 anni. Invece cadono tutti dal pero. D’Alema parla di «gaffe». Veltroni chiama Bettini perché senta Letta. Vergini violate si stracciano le vesti a ogni latitudine della buvette di Montecitorio: Berlusconi che pensa alle tv quando potrebbe passare alla Storia come coautore di un modello tedesco corretto alla spagnola con una spruzzata di francese e un cicinìn di seltz, chi l’avrebbe mai detto? «Possibile – così il Corriere riassume lo sconcerto dei vertici Pd – che abbia voluto stoppare il dialogo sulle riforme?». Casini ammonisce: «Sbaglierebbe il Cavaliere se confondesse le tv con la legge elettorale…». Beata ingenuità. Il Cavaliere non confonde nulla: con le tv ci fa i miliardi, con la legge elettorale ci fa la birra, tant’è che in 15 anni è stato favorevole e contrario a tutti i modelli presenti nell’universo, anche al sistema venusiano. Alla fine Bonaiuti smentisce il padrone, il quale è costretto a smentirsi a metà: «Ho solo detto che non si può collaborare con chi mette a segno un disegno criminale come la Gentiloni». Dal Pd, cioè dai «criminali», è tutto un rallegrarsi, scambiarsi strette di mano e pacche sulle spalle, tirare sospiri di sollievo: «un altro passo avanti sulla strada del dialogo», ci ha solo dato dei criminali, buon segno, grande apertura, è fatta. Tanto tutti sanno che, al Senato, la Gentiloni (di nuovo rinviata, da gennaio a febbraio) non passerà mai: qualche speranza l’avremmo avuta se si fosse aperto un dialogo preferenziale con Fini, Casini e Bossi due mesi fa, quando quelli litigavano col Cainano che giurava di annientarli dal predellino della Mercedes. Invece il dialogo preferenziale si fa con lui, e gli altri, isolati da lui e pure dal Pd, son tornati a Canossa. Una mossa geniale. Naturalmente di tutto questo il Tgl e il Tg2 (diversamente dal Tg3) non si sono nemmeno accorti: come segnala Dagospia, i notiziari di Johnny Raiotta e Mauro Mazza hanno interpretato la chiamata del Cainano a Roccaraso in salsa inciucista. Titolo del Tgl: «Berlusconi: riforma ok, no legge sulla tv». Svolgimento: «Legge elettorale. Berlusconi: sì al dialogo, no alla riforma tv. Il Pd: niente scambi sulla Gentiloni». Tg2, titolo dopo slavine e rifiuti: «Legge elettorale e tv, tra dialogo e rottura». Svolgimento: «Berlusconi ribadisce il sì al dialogo sulla legge elettorale, ma fissa i paletti: no al sistema tedesco e sbarramento alto. Poi attacca la legge sulle tv: c’è un disegno criminoso per bloccare le riforme. Ed è polemica». Segue servizio di Ida Colucci, dove manca il sonoro della telefonata berlusconica. Altrimenti si sentirebbe la frase testuale: «Non potremmo trattare con forze politiche che mettessero in atto una decisione criminale come il disegno Gentiloni. Non ci sarebbe possibilità di dialogo con chi agisse in questo modo». E, dando una notizia vera, si creerebbe un pericoloso precedente.”

    Leggetelo, se non l’avevate già fatto.

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