Elezioni, che fare?

Ho visto oggi l’ultima puntata di Annozero intitolata “Ancora tu” (07/02/2008).
Vale la pena guardarla, con alcune precisazioni:
– bisogna superare la repulsione (repulsione!) di sentir parlare e litigare i politici;
– fra tutti, la peggiore in assoluto della puntata è la Prestigiacomo, la quale a me personalmente ha sempre fatto schifo, ma in questa puntata ha spinto ancora più in là la mia ripugnanza (ripugnanza!).
C’è tuttavia un momento di riscatto finale, quando parlano cioè Oscar Spennati (che abita nelle case popolari di Rogoredo, periferia di Milano), Carlo Marrapodi (operaio della Thyssenkrupp sfuggito alla morte) e Vittorio Emanuele Iervolino (bocciato ad un concorso campano perché non raccomandato) che con poche e vere parole hanno inchiodato sulla poltrona della loro vergogna gli illustri ospiti
.
Buona visione!

annozero_ancora-tu.png

E adesso veniamo a me.

Quest’anno è la prima volta che io posso andare a votare, la prima chiamata alle urne della mia vita.
Lo so che è cosa microscopica al confronto delle disastrose condizioni morali, politiche ed economiche in cui versa l’Italia, ma io sono pure incazzata di vivere questo momento, che dovrebbe segnare il mio ingresso alla partecipazione politica nel mio paese, con una spiacevole sensazione di nausea e rigetto.
Non li sopporto proprio.
Mi sembrano una banda di manigoldi.
Non so se riuscirò a sopportare di seguire le fregnacce che andranno sbraitando durante la campagna elettorale.
Sempre le solite facce da manifesti. Nulla più. Non un briciolo di sostanza, di serietà, di impegno, di capacità di aderire e condividere e affrontare i veri problemi della maggior parte della gente.
Si riempiono la bocca della parola “popolo”, senza sapere cosa sia realmente e triturandola fra le loro mandibole ben curate da dentisti eccellenti, riducendola in pezzi. Pezzi che gocciolano sangue vero, quello dei morti sul lavoro; dei giovani, e meno giovani, precari in preda all’angoscia; delle famiglie che non arrivano a metà mese col loro stipendio; dei luoghi di città degradati e con abitazioni malsane portatrici di malattie; delle campagne inquinate che producono frutti della terra alla diossina.

Io non so se andrò a votare.
Probabilmente non lo saprò fino all’ultimo giorno.
Oggi penso però che anche non andarci non esprima nulla, perché a loro ne bastano tre di voti per riprendersi il loro posto. Gli intellettuali analizzeranno i dati della possibile non partecipazione al voto e parleranno di scollatura fra il paese legale e quello reale; i politici la interpreteranno a loro modo e di volta in volta per dare ragione a se stessi e attribuire la colpa all’avversario di turno; forse cambieranno qualcosina, ma appena qualcosina in superficie, giusto perché le cose rimangono come prima.

E nel frattempo io detesto visceralmente quel sorriso ritrovato del Cainano.

Mah! Chissà perchè mi frulla nella testa una parola ricorrente … comincia con “vaffa”!
😐

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~ di julie su febbraio 9, 2008.

3 Risposte to “Elezioni, che fare?”

  1. Anche per me è la prima volta alle urne e pure provo grande disagio (per usare un eufemismo) guardando al panorama politico, però penso che non andare a votare sia solo fare un regalo a costoro e al Cainano.
    Meglio andare.
    Ciao
    🙂

  2. Io non ci vado a votare!

  3. Io non mi sento così sicura come dani e pepper.
    Sono molto indecisa come julie.

    Comunque non sono d’accordo con quello che dice Sartori ad Anno zero circa l’astensione. Certamente non è una cura, ma ha un significato molto forte.

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