Oggi, quaranta’anni fa

« Il est interdit d’interdire »

« È vietato vietare »

Quarant’anni fa ebbe inizio il noto Maggio francese. E io credo, come egregiamente spiega André Glucksmann, che il sessantotto non sia mai finito.

André Glucksmann è uno dei più noti e influenti filosofi dell’età contemporanea. Discepolo di Raymond Aron, è considerato uno dei più rilevanti intellettuali del nostro tempo ed uno dei più lucidi e coraggiosi critici di ogni forma di totalitarismo; è stato uno dei protagonisti del Sessantotto in Europa e ha recentemente pubblicato, anche in Italia, con il figlio Raphael, Sessantotto – Dialogo tra un padre e un figlio su una stagione mai finita.

La canzone del Maggio

“Lottavano così come si gioca
i cuccioli del maggio era normale
loro avevano il tempo anche per la galera
ad aspettarli fuori rimaneva
la stessa rabbia la stessa primavera…”

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c’eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le “verità” della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

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~ di julie su maggio 3, 2008.

6 Risposte to “Oggi, quaranta’anni fa”

  1. Alla faccia di chi vorrebbe denigrarlo!
    Ciao juliette
    Un abbraccio 😀

  2. Giusto, ferdi!

    I genitori miei e della juliette erano troppo giovani all’epoca, ma bisogna sentire i nostri nonni: “Voi non potete immaginare che cos’era la scuola e l’università prima del 68!”.

  3. Poveri nostalgici del cazzo.
    Siete stati proprio voi a rovinare l’Italia, ma adesso s’è capito da che parte sta la gente. Era ora che scomparissero sti comunisti di merda!

    Siete delle nullità!

  4. @ anonimo
    Può anche essere che io sia una nostalgica, ma, a differenza tua, non mi sono ancora bevuta il cervello!

  5. Come cambiano le cose nel tempo!
    Nel 1994, in tutt’altro contesto, la frase “Vietato vietare” fu adottata da Silvio Berlusconi e Maurizio Costanzo durante la campagna referendaria contro le interruzione pubblicitarie delle trasmissioni televisive di film e partite di calcio. In quell’occasione, “Vietato vietare” fu lo slogan che si oppose, purtroppo con successo, al felliniano “Non si interrompe un’emozione“.

    ________

    A fra poco, amore
    :*

    .:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  6. Penso che comprerò e leggerò quel libro di André Glucksmann. Non lo conoscevo.
    Grazie per averlo segnalato. 🙂

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