Il paese dei balocchi

La Marcegaglia e Draghi vanno d’amore e d’accordo col Cainano e viceversa, il papa pure (ha infatti detto di provare «gioia per il nuovo clima politico», come se rivestisse un’alta carica dello Stato Italiano ), l’opposizione dopo una brevissima parentesi ostruzionistica su Rete4, è tornata precipitosamente al “dialogo”. Non c’è da preoccuparsi: fra un po’ arriva anche la Magistratura.

Che paese è mai questo?

Ovvio, il paese dei balocchi, dove tutti vanno d’accordo, anteponendo l’interesse per la res publica a quello personale. 😐

Sì sì, il paese dei balocchi. Per gli allocchi!

Per fortuna c’è ancora qualche rompiballe.

Operazione Rompiballe
Ora d’aria di Marco Travaglio
l’Unità, 30 maggio 2008

Non potevano trovare un nome migliore gli inquirenti napoletani per l’inchiesta su politica&monnezza. “Operazione Rompiballe” allude alle ecoballe, niente eco e molto balle. Ma anche, involontariamente, all’ennesima porcata del governo per mettere la magistratura al guinzaglio del potere politico con la scusa dell’emergenza rifiuti. Perchè è di questo che stiamo parlando, come spiega Rodotà su Repubblica e come sostengono 75 pm campani: il decreto del governo è incostituzionale, perché sospende “de jure” lo Stato di diritto in una regione dove già era sospeso “de facto”.
Le trombette berlusconiane sono già al lavoro per rivoltare la frittata e far passare per ribelli proprio i magistrati che difendono la Costituzione, non il governo che la calpesta. Spettacolare il Corriere che, sorpreso il giudice Nicola Quatrano, a spasso per Chiaiano, lo torchia per bene per sapere che ci facesse lì, vedi mai che alzasse barricate e lanciasse molotov. Come se un libero cittadino non potesse andare dove gli pare. In effetti, secondo il decreto, non si può più manifestare liberamente, in Campania: si rischia di passare per sabotatori delle discariche, dunque nemici pubblici.
Intanto il governo si fabbrica un bel superprocuratore regionale per i rifiuti, roba mai vista nemmeno sotto il fascismo, che accentra le competenze delle procure territoriali. Nessun giudice potrà più sequestrare discariche irregolari o pericolose, anche perchè i rifiuti tossici e nocivi vengono equiparati a quelli urbani ordinari, per decreto, in barba a tutte le leggi nazionali ed europee, e soprattutto alla salute di chi se li beve o se li respira. Insomma, vietato disturbare il manovratore: che oggi è il supercommissario di governo – l’ineffabile Bertolaso, l’uomo per tutte le stagioni, quello che due anni fa da commissario non combinò un bel nulla e ora, chissà perché, dovrebbe fare il miracolo – ma domani potrebbe essere il presidente del Consiglio. Perché, se passa il precedente di un “governo che si sceglie i magistrati che devono controllare le sue iniziative” (Rodotà), poi non ci si ferma più.
Lo Stato italiano ha sconfitto il terrorismo e combattuto la mafia con ottimi risultati – per due o tre anni, non di più – senza strappi alla Costituzione. Non si vede perché oggi non possa rimuovere la monnezza senza violentare la Carta costituzionale. Se le nuove discariche saranno a norma di legge, nessun giudice le bloccherà. Ma impedire preventivamente ai giudici di bloccarle è come ammettere di sapere in anticipo che saranno irregolari, dunque inquinanti, dunque pericolose per la salute pubblica. Dunque l’intervento della magistratura rimane l’unico scudo per i cittadini.
Resta da capire perché mai, dal Pd, non si sia levata una sola voce critica contro il colpo di mano berlusconiano. Anzi, dopo la parentesi dell’ostruzionismo su Rete4, si è tornati precipitosamente a un “dialogo” che conviene solo al governo. Eppure non occorre un genio per intuire che la guerra all’indipendenza e autonomia delle toghe con la monnezza non c’entra niente. C’entra con altre monnezze: per esempio, con l’ansia di vendetta del Cainano contro i pm di Napoli per l’inchiesta sull’acquisto di Saccà e di alcuni senatori. “Questi pm sono ingovernabili”, ha denunciato, sgomento per l’esistenza di qualche toga che ancora prende sul serio la Costituzione (“la magistratura è autonoma e indipendente da ogni altro potere”): un pericoloso precedente che va subito sanzionato.
Intanto si cerca un pretesto per varare l’agognata legge contro le intercettazioni, che proprio sulla monnezza han dimostrato la loro efficacia, dunque vanno abrogate. Il ministro ad personam Alfano annuncia che la nuova porcata è pronta. Meno pronta è la reazione dell’Anm, che seguita a “dialogare” col governo che si accinge a disarmarla. E ancor meno pronta è quella del Pd, che ha addirittura avviato consultazioni del ministro-ombra della Giustizia, tal Tenaglia, con l’Alfano medesimo, non si sa bene a che pro. Intanto Ermete Realacci si associa agli alti lai berlusconiani pro Bertolaso e contro il blitz dei giudici: “Intervento spettacolare e fuori contesto” che rischia di “ostacolare la soluzione del problema rifiuti”. La prossima volta, prima di arrestare qualcuno, i giudici chiederanno il permesso a lui (“Ci scusi, Realacci, avremmo intenzione di arrestare Tizio e Caio. Le pare il contesto giusto o gradisce un rinvio? Ha qualche data libera, in agenda?”). Dio salvi i rompiballe. (QUI)

Come non ricordare De Magistris?


Intervento di De Magistris ad un convegno dell’agosto 2007 tenutosi a Soverato (Cz)

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~ di julie su giugno 1, 2008.

6 Risposte to “Il paese dei balocchi”

  1. Sono perfettamente d’accordo:
    Mala tempora currunt.

    😦

  2. E’ pazzesco. Mi sembra persino surreale.
    Invece, purtroppo, è la realtà.
    . 👿

  3. I “rompiballe” sono sempre più una razza in via d’estinzione.
    Bisogna assolutamente proteggerli.

  4. Mumble mumble …
    Propenderei per chiamarlo “il paese dei bacucchi“.

  5. Concordo col jan. Preciserei anche nella seconda definizione di “bacucco” del wikizionario: “colui che, a causa delle sue ridotte doti intellettive, si lascia facilmente abbindolare dal prossimo“. 😉

  6. Dice (ed io concordo) il vituperato Grillo:

    L’Italia non sa più nulla. Non riesce più a giudicare. È schizofrenica. La realtà e l’informazione che riceve sono due cose diverse, contrapposte. È un pugile in stato confusionale, che non sta più in piedi, con l’assistente all’angolo del ring che gli grida che va tutto bene.

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